Norvegia: dura e romantica al contempo 5#

L’impressione che hai, quando abbandoni Tromso per avviarti verso gli altri fiordi, è di tuffarti nel bianco più assoluto, senza sapere dove stai andando. Tra la stanchezza e la novità, la sera del nostro arrivo, tutto sembrava lontanissimo e irraggiungibile. Era buio, le auto alzavano la neve al loro passaggio e le strade percorse erano del tutto sconosciute. Finalmente giunti al pontile del traghetto dopo un’ora di macchina, non vedendo anima viva e – peggio ancora – nessun traghetto, ci siamo spaventati non poco nel leggere che avevamo inspiegabilmente perso l’ultimo della serata. Dovendo avvisare la la signora dei cottage del nostro enorme ritardo (3 ore), ci siamo salvati dall’equivoco che si stava creando, avevamo letto il tabellone sbagliato e c’era ancora un traghetto un’ora dopo, alle 22.30, che ci avrebbe risparmiato ben 200 km che sulle stradine norvegesi corrispondono a 3 ore comode di macchina(!). Al di là dei complimenti che mi sento di poter fare per la grande civiltà dimostrata dai norvegesi nella manutenzione dei servizi e del rispettivo utilizzo da parte dei residenti… (vicino al pontile c’erano dei bagni pubblici moderni, riscaldati e perfettamente puliti, degni di un albergo d’alta categoria), devo dire che anche in quella situazione ci siamo divertiti e ce la siamo cavata egregiamente. E come si ammazza un’ora di attesa a stomaco vuoto? Affettando mortandela (una deliziosa salsiccia sferica della Val di Non portata da una compagna di ventura in grande quantità) e pane!

Un’altro fatto che ci ha sorpresi un po’ tutti, è la consuetudine norvegese di avere sempre molte luci e abat-jour accese ad ogni finestra, il più delle volte senza tende. Un’amica mi ha riferito che la religione norvegese prevede che la gente non debba avere nulla da nascondere e che debba quindi vivere nella luce e nella purezza delle proprie azioni. Starebbe poi nella discrezione dei passanti non osservare ciò che accade in casa.
Le abitazioni norvegesi hanno un che di fiabesco…

Norvegian house

Dopo tanti spunti e tante riflessioni giungo alla fine di questa serie di post, per lasciarvi con pochi preziosi consigli, se doveste decidere di intraprendere un viaggio in Norvegia. Munitevi di buona compagnia, buon vestiario, una piccola dose di pazienza e tanta voglia di avventura… e vivrete un’esperienza che ricorderete per sempre.

La Norvegia mi ha persino regalato il mio primo piccolo timelapse, di cui vado orgogliosissima! Non potevo trovare un soggetto più bello con cui iniziare…


The end. Of this journey. Hope you enjoyed it 🙂

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