I mille volti di San Francisco 4#

Mi era già capitato di avere la sensazione di trovare delle micro-città in una stessa metropoli, tanti anni fa (non osate chiedermi quanti! 😉 ) a Berlino. Vivendo a Berlino Est e lavorando a Berlino Ovest (ci tengo a precisare che il muro era già caduto da un pezzo 😉 ), attraversavo mezza città tutti i giorni, vedendo il cambio radicale sia dal punto di vista architettonico che climatico. Era bello partire da Potsdamerplatz con la pioggia e arrivare a Prenzlauerberg con il sole, una bella soddisfazione dopo una giornata di lavoro 😛

San Francisco in questo mi ha saputa stupire ancora di più. La varietà dei quartieri è affascinante sia per l’architettura che per l’ambiente che offrono.

La prima zona che ho visto dopo l’aeroporto è stata Mission District, il quartiere in cui abbiamo alloggiato in un appartamentone tranquillo, capace di accogliere oltre 7 persone. Il più antico di San Francisco, deve il suo nome alla missione spagnola di fine 700 (Mission Dolores) e presenta tutta una serie di casette basse, coloratissime, ricche di murales e di insegne in lingua spagnola. Adoravo il graffito che avevamo vicino a casa:

Murale Mission District

…sembrava di poterci entrare!

Così come mi piaceva la tranquillità con cui girava la gente e mi sorprendevano le tante insegne latine disordinate dei caffè, studi di estetiste e delle aggregazioni religiose.

A quattro fermate di BART (acronimo di Bay Area Rapid Transit District – metropolitana) ci si ritrova nel Financial District che si distingue per i grattacieli, la gente d’affari, i negozi lussuosi e i centri commerciali. La via principale è Market Street, in cui campeggiano grandi marche come ad esempio la Converse, nel cui negozio si possono far preparare ad hoc al momento, scegliendo la fantasia, i rivetti e i lacci che si preferiscono.
financial_district

A pochi passi a piedi, passando per la famosa Union Square che ospita non solo un Macy’s, dalla cui terrazza si ha una vista interessante della città, ma anche un negozio Tiffany (chi ama Audrey Hepburn come me, mi capisce e ci mette piede per il solo gusto di averlo fatto 😉 ), si raggiunge in un attimo Chinatown.

Il più antico e tra i più grandi quartieri cinesi in America, risale alla metà dell’800 e si riconosce immediatamente dall’imponente ingresso e dalle lanterne rosse appese tra i due lati della strada. Negozi di chincaglierie, magneti, statue, arredi per interni, un pot pourri di oggettini inutili e coloratissimi fanno da vetrina alla strada principale, mentre la via parallela ospita i negozi di alimentari (frutta, verdura, pesce, vari tipi di zenzero, ecc.). Nel mio girovagare sono stata attratta (come sempre) da un suono di tamburi che mi ha condotta in un vicoletto in cui si esibiva un gruppo di ragazzini cinesi, mentre gli adulti e anziani mangiavano un pasto take-away offerto dall’organizzazione.

Quando si dice: baciata dalla fortuna…

Chinatown

… to be continued…

 

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s